Come noto il D. Lgs. n. 81/2015 vieta la stipulazione di contratti a termine (così come di contratti di somministrazione e di contratti di lavoro intermittente) per i datori di lavoro che non hanno effettuato la valutazione dei rischi in applicazione della normativa di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Tale vincolo trova origine nella necessità di tutelare maggiormente i lavoratori assunti con tipologie contrattuali “atipiche”, che hanno minore familiarità con il contesto produttivo e gli strumenti di lavoro, oltre che minore esperienza e formazione, e pertanto più esposti ai rischi per la salute e sicurezza.

Le conseguenze della violazione di tale obbligo sono molto significative. Infatti, secondo la giurisprudenza, ne deriva la nullità della clausola relativa al termine del contratto e la conseguente qualificazione del contratto di lavoro stipulato tra le parti come rapporto di lavoro a tempo indeterminato (Cass. n. 5421/2012).

Se sembra residuale l’ipotesi di un datore di lavoro che sia privo del documento di valutazione dei rischi, potrebbe invece accadere che tale documento non venga aggiornato in conformità alla legge.


Si ricorda che ai sensi dell’art. 29 comma 3 del D. Lgs. n. 81/2008 il datore di lavoro è tenuto a rielaborare immediatamente la valutazione dei rischi nei seguenti casi:
- modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori (es. introduzione di un diverso macchinario che comporta diversi rischi);
- in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione (es. introduzione di nuove tecniche o procedure che consentono di eliminare un rischio)
- a seguito di infortuni significativi (es. infortunio mortale)
- quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità (es. lavoratori che denunciano disturbi comuni aventi quale causa l’impiego di una determinata sostanza chimica).


E’ inoltre previsto l’aggiornamento periodico in presenza di agenti cancerogeni o mutogeni, agenti biologici e agenti fisici (rumore, vibrazioni, etc).

Il mancato aggiornamento del DVR può comportare, oltre all’applicazione delle sanzioni previste dal D. Lgs. n. 81/2008, anche conseguenze sul piano dei rapporti di lavoro.

Infatti la Corte di Cassazione con una recente pronuncia (n. 16835/2019) ha precisato che la sanzione della nullità del termine del contratto “deve ritenersi operante, nell’ambito di un’interpretazione estensiva dell’obbligo di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori che detta norma impone, anche quando manchi un aggiornamento correlato ad adeguamenti necessari in ragione di mutamenti dell’organizzazione aziendale”.

Pertanto, prima di assumere lavoratori con contratto a termine occorre prestare attenzione a verificare il corretto adempimento degli obblighi in materia di valutazione dei rischi e in particolare la redazione e l’aggiornamento del DVR, per evitare il rischio dell’automatica conversione di tale contratto in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
 

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