Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con proprio Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 novembre 2019 ha stabilito che, per gli anni 2021 e 2022, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici soggetti ad adeguamento sulla base degli incrementi della speranza di vita non sono ulteriormente incrementati.

Si ricorda che i requisiti per l’accesso alla pensione sono soggetti ad adeguamenti in base all’incremento della speranza di vita con cadenza biennale, salvo esplicita esclusione da parte del legislatore (ad es. i requisiti per la pensione anticipata, lavoratori precoci e lavoratori addetti ad attività usuranti non subiranno adeguamenti fino al 2026 così come non è soggetto ad adeguamenti il requisito anagrafico per la pensione quota 100).

Lo scorso 16 ottobre il Presidente dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) con propria nota ha comunicato che la variazione della speranza di vita all'età di sessantacinque anni e relativa alla media della popolazione residente in Italia ai fini dell'adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento con decorrenza 1° gennaio 2021, corrispondente alla differenza tra la media dei valori registrati negli anni 2017 e 2018 e il valore registrato nell'anno 2016, è pari a 0,021 decimi di anno; il predetto dato, trasformato in dodicesimi di anno, equivale ad una variazione di 0,025 che, a sua volta arrotondato in mesi, corrisponde ad una variazione pari a 0.

Anche per gli anni 2021 e 2022, pertanto, per l’accesso alla pensione di vecchiaia saranno richiesti 20 anni di contributi e 67 anni di età sia per gli uomini e per le donne.

Restano invariati anche i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata previsti per i c.d. contributivi puri (lavoratori che hanno contribuzione solo a partire dal 1.1.1996).

Gli stessi continueranno pertanto ad accedere alla pensione di vecchiaia con i requisiti sopra richiamati se l’importo dell’assegno non è inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale mentre, se tale tetto non è raggiunto, vi accederanno con 71 anni di età e almeno 5 anni di contribuzione effettiva senza importo minimo.

I medesimi lavoratori, peraltro, potranno continuare ad accedere alla pensione anticipata con 64 anni di età e 20 anni di contribuzione effettiva a condizione che l’assegno non sia inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale.

Restano infine invariati i requisiti per l’accesso alla pensione in totalizzazione: per la pensione di vecchiaia continueranno ad essere richiesti 66 anni di età e 20 anni di contributi (con applicazione della finestra di 18 mesi) mentre per la pensione anticipata continueranno ad essere richiesti 41 anni di contributi (con applicazione della finestra di 21 mesi).

Per quanto riguarda la pensione anticipata i requisiti erano già stati bloccati fino al 2026 dal D.L. 4/2019.

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